Il corso di Decorazione B, sotto la guida di Gaetano Mainenti e dei docenti che lo hanno affiancato, è un progetto formativo avviato da circa 20 anni nell'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Dalla sede storica di Campo della Carità a quella di Sacca Fisola (1995-2005), fino all'attuale sede all'Ospedale degli Incurabili alle Zattere, il corso ha prodotto e sviluppato progetti culturali, anche internazionali, che hanno coinvolto l'intera istituzione estendendo la ricerca soprattutto attraverso attività artistiche a carattere multidisciplinare. Fin dal suo avvio Decorazione B ha, infatti, orientato la propria produzione e ricerca assumendo come ambito di indagine il processo di reciprocità tra prodotto culturale e contesto di relazione, evidenziando in particolar modo la possibile compresenza nel processo di produzione di tecniche considerate tradizionali, se non obsolete, con metodi e tecniche propri alle produzioni contemporanee come, ad esempio, l'audiovisivo e il web.

[b]Cubor[/b][br][i]Esercizio di riordino dell'atelier[/i][br]Franco BertiCon il termine decorazione si definisce -di fatto- un atto teso a collegare un oggetto, un luogo o una struttura ordinata in genere, con una particolare qualità culturale che ne condizioni il senso. La Decorazione è una pratica tesa a perpetuare l'ordine (dé-cus, dé-cor, cosmos) riqualificandolo continuamente attraverso la manipolazione del suo principale presupposto: la relazione tra le parti, la struttura. Questa continua manipolazione non è solo la condizione che gli consente di perpetuarsi, ma è soprattutto quella che consente all'ordine stesso di consegnarsi come tale.

Ovvio che, a differenza di un ambito disciplinare che conduce alla realizzazione di un dipinto o di una scultura, di un video o di un disegno, la Decorazione consente un attraversamento delle tecniche a favore della costruzione di una maggiore consapevolezza nell'autore, che considererà anche il luogo ed il contesto di intervento, quindi, come materiale fondanti della propria espressione. E' evidente che ogni studente deve poter comunque dominare tecnicamente i mezzi del proprio fare, approfondendo con cura un ambito disciplinare che gli consenta di svolgere professionalmente il proprio ruolo di autore, ma la composizione -nel suo senso più ampio- e il processo, rappresenteranno sempre il reale terreno di confronto entro il quale costruire le necessarie relazioni tra tutti gli elementi che concorrono alla qualificazione dell'opera che, su queste basi, non si esaurisce in semplice perimetro.

La struttura degli studi nelle Accademie italiane prevede una distinzione netta in discipline (pittura, scultura, scenografia, nuove tecnologie, restauro, arti applicate, grafica e decorazione), ma assume sempre di più un carattere trasversale, consentendo un attraversamento degli insegnamenti di indirizzo, più contenuto nel primo livello ma sufficientemente strutturato nel secondo. Nell'ambito della formazione artistica internazionale questa distinzione decade a favore di percorsi che organizzano il complesso dei saperi della gran parte di queste discipline in progetti formativi che assumono denominazioni quali arte libera, come in Germania, o, come in Inghilterra, arte e cultura visiva. Non è quindi inusuale, in un contesto europeo, ritrovare nei programmi dei corsi di fine art inviti ad attraversare i saperi, fondando i presupposti per la professionalizzazione dei saperi contemporanei basati sulla gestione della transmedialità e sulla convergenza.

Evidente, a questo punto, una differenza sostanziale tra un'idea di decorazione che prevede l'ornamento come loosiano inutile abbellimento della sostanza, ad altro delegata, e il percorso formativo proposto dal Corso. Com'è evidente che la ricerca visiva contemporanea transita le discipline a favore di una capacità progettuale che definisca il proprio fine al di là della tecnica.

Alla luce di quanto detto, non è un caso, quindi, che il programma ministeriale di decorazione per le accademie preveda "l’obiettivo di assicurare un’adeguata padronanza dei metodi e delle tecniche artistiche, nonché l’acquisizione di specifiche competenze disciplinari e professionali al fine di fornire ai discenti conoscenze e metodologie progettuali ed espressive nell’uso degli strumenti e delle pratiche artistiche, con riguardo agli strumenti tradizionali e alle nuove tecnologie. I corsi della Scuola si pongono l’obiettivo di conseguire le conoscenze generali e tecniche per la realizzazione di progetti, interventi sul territorio, opere ambientali, nonché sviluppare l’approfondimento e la ricerca sui linguaggi artistico visivi". Non è, ancora, un caso che nel bagaglio dei diplomati sia prevista la condizione di "possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione, in particolare con gli strumenti informatici".

Riassumendo, il percorso formativo della Scuola di Decorazione è intimamente legato alla complessità della ricerca visiva e assume in sé il problema, attraverso la categoria della composizione, di un'espressione che non si limiti alla coerenza disciplinare, ma attraversi le pratiche assumendo come proprio oggetto di studio la relazione, prima di tutto, tra opera e contesto.

L'atelier di Decorazione B si propone di applicare i programmi ministeriali assumendo una metodologia che consenta, ad ogni studente iscritto, di approfondire le ragioni e la struttura del proprio fare artistico, senza per questo tralasciare gli strumenti del confronto e dello scambio, indispensabili ad ogni crescita coerente e pilastro fondamentale della vita in atelier. 

Gaetano Mainenti

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